Cedolare secca anche per le attività commerciali! approvata una mozione di noiadessopis@-fdi

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Pisa, giovedì 4 ottobre 2018 – Nella seduta del 2 Ottobre scorso del Consiglio Comunale, per iniziativa della consigliera Giulia Gambini (noiadessopis@-fdi) – nella foto – è stata approvata all’unanimità una mozione per estendere la cedolare secca anche agli immobili commerciali. 

“Questa mozione – ha così commentato Maurizio Nerini, capogruppo consiliare di “Noiadessopis@-fdi” – rappresenta il primo atto del nostro gruppo consiliare e trae origine da una situazione di grave crisi del settore commerciale e delle locazioni ad uso diverso dall’abitativo, che ha avuto gravi conseguenze anche per Pisa. Questa mozione non costituisce l’unica iniziativa che il nostro gruppo ha intenzione di prendere per favorire la rinascita dei negozi di vicinato ormai scomparsi, in un’ottica di riqualificazione della nostra città e delle sue strade,per una riappropriazione degli spazi abbandonati”.

“Da molti anni, anche nella nostra città stiamo assistendo, impotenti, alla chiusura di molte attività commerciali e artigianali, alcune delle quali storiche per Pisa– ha poi dichiarato Giulia Gambini, consigliere comunale di Noiadessopis@-Fdi. Lo stesso centro storico si sta desertificando, favorendo la diffusione di degrado, abbandono, insicurezza e criminalità. Il fenomeno delle saracinesche abbassate con affissi i cartelli fluorescenti, ormai scoloriti, con scritto “affittasi” o “vendesi” o addirittura entrambe le diciture è lo scenario in cui anche la nostra città si identifica a causa della crisi delle locazioni commerciali. Oltre al centro storico, il fenomeno si sta verificando in quasi tutte le zone di Pisa, basta allontanarsi da Corso Italia e Borgo. La risposta a questa drammatica situazione che vede la crisi e riduce sul lastrico interi nuclei familiari, può essere validamente rappresentata dall’introduzione e applicazione del regime della cedolare secca anche alle locazioni ad uso diverso dall’abitativo, in ragione dell’esperienza positiva che si è registrata per le locazioni abitative.Basta, infatti, brevemente ricordare che a partire dall’introduzione della cedolare secca sugli affitti abitativi (attualmente al 10% per i contratti a canone concordato, ossia quelli a canone calmierato, che ci auguriamo possa essere stabilizzata in tale percentuale, e al 21% per i contratti a canone libero), l’evasione tributaria (tax gap) è diminuita del 40%, ed anche la propensione all’inadempimento si è ridotta del 40%, come emerge dal “Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva”, allegato alla nota di aggiornamento del Def.” Sposiamo in pieno – ha poi aggiunto Giovanni Ferrisi di Confcommercio, agenti immobiliari – questa proposta. E’ improcrastinabile e potrà essere anche d’aiuto nella lotta all’elusione e all’evasione fiscale. La cedolare secca per gli immobili commerciale si autofinanzia”. Questa proposta – ha poi detto Fabio Puntoni di Confedilizia – è una misura che senz’altro potrà favorire la ripresa delle locazioni, un mercato, quello immobiliare, che, com’è noto, ha sofferto molto della crisi economica degli ultimi anni”. Sono stati – ha poi sottolineato Simone Romoli di Confesercenti – oltre 650 mila i negozio che hanno chiuso negli ultimi dieci anni. La cedolare secca anche per gli immobili commerciali, secondo le nostre stime, potrebbe far riaprire oltre 200 mila negozio in tutto il paese”.Questa misura – ha poi concluso Leonardo Sbrana, coordinatore provinciale di noiadessopis@ - è una vera e propria rampa di lancio per il commercio. Anche per la nostra città”.

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