|
La Scuola Sant'Anna mette a punto i robot anti - inquinamento |
|
Venerdì 27 Gennaio 2012 19:12 |
Il progetto sta per concludersi, e domani a Livorno ci sarà l'ultima dimostrazione pubblica, ma i
robot antinquinamento progettati dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa sono già pronti per essere utilizzati in condizioni di necessità. A cominciare dall'emergenza in atto all'Isola del Giglio. Insomma, Hydronet, dopo oltre 3 anni di sperimentazione condotta da un consorzio europeo, è pronto a prendere il mare con i suoi natanti robotici e un sistema di boe collegato in grado di captare i livelli di inquinamento. "Noi siamo disponibili a operare anche subito - spiega Paolo Dario, direttore dell'Istituto di Biorobotica della Scuola - naturalmente dopo avere effettuato le necessarie verifiche tecniche da condurre insieme alle autorità preposte, e tenendo presente che le condizioni del mare durante le misure non devono essere avverse, nella zona adiacente la Costa Concordia. L'utilità del sistema sarebbe evidente: le barche robotiche e le boe potrebbero operare in continuazione e per mesi a costo contenuto e monitorare ogni tipo di sversamento o di altra forma di inquinamento". Il sistema operativo è composto da piccoli natanti robotici e da boe fisse che ospitano a bordo una serie di sensori molto raffinati e sensibili. "La piattaforma tecnologica - prosegue Dario - opera con un elevato livello di autonomia e viene supervisionata da un sistema remoto. La sperimentazione è stata condotta soprattutto a Livorno, nello specchio d'acqua antistante il Laboratorio dello Scoglio della Regina, ma ora è pronta a misurarsi con la realtà". La data della dimostrazione pubblica in programma domani a Livorno è stata fissata assai prima del naufragio della Costa Concordia, tuttavia assume un significato ancora più importante perché coincide con l'annunciato inizio delle lunghe e complesse operazioni di bonifica ambientale e svuotamento dei serbatoi del transatlantico adagiato sugli scogli del Giglio. "E' facile immaginare - conclude Dario - quanto sarebbe utile contare su Hydronet in una situazione come questa per conoscere mano a mano che la situazione si evolve lo stato di eventuale contaminazione delle acque. Il sistema può essere programmato in maniera dinamica da una stazione di controllo per analizzare le acque e la loro qualità, prelevata fino a una profondità di 50 metri. Le analisi vengono effettuate in loco e i risultati sono resi noti in tempo reale, attraverso un ponte radio fino alla stazione di controllo. Il sistema monitora le caratteristiche fisiche (salinità, Ph, temperatura) e chimiche (metalli pesanti e idrocarburi in superficie o disciolti) rilevate da sensori miniaturizzati installati sui robot. Dai sensori arrivano informazioni immediate che costituiscono la base per definire modelli previsionali e di dispersione delle possibili sostanze inquinanti".
|