Romanzo di Ornella Fiorentini
Introduzione di Angelo Melchiorre e Francesca Romana Letta Prefazione di Paolo Cutrì Manidistrega Editrice Pagine 224 Prezzo 12 euro
Un romanzo noir, con una vena surreale e onirica che interseca costantemente la dimensione in cui viviamo... è un romanzo di frontiera, di confine tra l'Italia e l'Europa dell'est, che è molto vicina. Il secolo appena conclusosi è stato segnato dalle migrazioni di tanti popoli e da sanguinose guerre: è inevitabile in Italia ritrovare alcune Nadia Navarra oppure altre Flutra Lejla… La bambola di Solange è un’opera intimamente legata a Ravenna che, da secoli, splende dell’oro dei mosaici bizantini.
Dalla prefazione di Paolo Cutrì:
"… è un romanzo fantastico con una forte connotazione storica. Sullo sfondo di un lungo viaggio da una terra di confine, l’Istria, a Venezia e a Ravenna, la nostra scrittrice intreccia con arguta coerenza e coesione una narrazione che proietta il lettore in una sfera di emozioni e situazioni di grande effetto, a tratti concrete e surreali… Un mondo incantato…"
Dall’introduzione di Francesca Romana Letta e Angelo Melchiorre: "... la vicenda esistenziale dei rom…, le due tematiche storiche che fanno da sfondo al racconto…, le seducenti atmosfere urbanistiche e paesaggistiche di Venezia… e di Ravenna…, della Spagna… e della Croazia…, il continuo alternarsi di sogno… e di realtà…, la musica di Haendel, le farfalle viola, il lavoro di Nadia in banca…"
L’autrice, Ornella Fiorentini, vive a Ravenna. Laureata in Arte al D.A.M.S dell’Università di Bologna, ha vissuto in Brasile,Tailandia,Tunisia e Danimarca. Ha trascorso lunghi periodi a Trieste e in Croazia. Ha ricevuto molti premi letterari per l’introspezione psicologica, la caratterizzazione dei personaggi e la raffinatezza delle ambientazioni che contraddistinguono le sua vena narrativa. Ha pubblicato tre romanzi (Il cuore a fette, Cuore d'artista, A bocca chiusa), una raccolta di racconti (Teodora Degli Innocenti) e un libro di haiku e poesie in versi liberi (Diamanti). Sostiene che il noir sia una delicata faccenda di cuore e di viscere.
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