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INCIDENTE DI CACCIA: TENUTA DELLA GHERARDESCA LUOGO FREQUENTATO DA PRINCIPI E NOBILI
Domenica 07 Febbraio 2010 19:20

E' in uno dei luoghi più esclusivi della Toscana, la riserva di caccia dei conti della Gherardesca, dove oggi si è consumato un nuovo incidente tra doppiette con la morte di Giuseppe Orlando, 42 anni, nipote del conte Gaddo Della Gherardesca e figlio della contessa Sibilla, dirigente della Kme Group.

Castello e riserva di Castagneto Carducci, che appartengono ai Gherardesca dall'ottavo secolo, sono meta preferita di nobili e principi, tra i quali la duchessa di York, Sarah Ferguson. Il castello e la tenuta sono retti dai tre fratelli Gaddo, Manfreda e Sibilla, madre di Giuseppe Orlando che lascia moglie e due figli. I della Gherardesca vantano una dinastia con 1200 anni di storia attraverso trentacinque generazioni. Nobile e antica casata toscana dell'alto medioevo di origini longobarde, si fa risalire l'origine della famiglia al figlio del gastaldo di Pisa Ratgauso Ratchausi, Wilfrido (san Walfredo), che venne investito dal Re dei Longobardi Astolfo, succeduto a Re Liutprando. I Della Gherardesca combatterono contro Genova e anche in Sardegna dove si insediarono al seguito dell'espansione di Pisa nel Mediterraneo. Gherardo e Ugolino acquisirono molte terre sull'isola come il Giudicato di Cagliari, tra le quali va segnalata Iglesias. Il famoso conte Ugolino, signore di Pisa, partecipò alla battaglia della Meloria in difesa del porto pisano. Nella battaglia ci furono molti morti da parte pisana e Ugolino venne accusato di tradimento; scagionato divenne podestà di Pisa e dovette gestire la pace dopo la sconfitta della Meloria. In seguito il conte subì una congiura da parte di altri nobili che lo accusarono nuovamente di tradimento e il conte Ugolino venne imprigionato nel luglio 1288 nella Torre della Muda dove morì poco tempo dopo di fame insieme ai figli. Dante lo rese immortale nei versi della sua Divina Commedia. Nel Quattrocento la famiglia ottenne il diritto di signoria sulle sue vastissime terre, che si estendevano da Pisa alla Maremma. Gherardo il Vecchio fu uno dei migliori amici di Federico II e morì decapitato dagli Angiò, a Napoli, con Corradino di Svevia.

 
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